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Cento cuori per
amare l’Africa. L’avventura missionaria di San Daniele Comboni
Daniele Comboni, nel corso
dell’Ottocento, in un’epoca in cui si guardava all’Africa come
oggetto di esplorazione, di occupazione, di spartizione o di
dominio, o come continente da aiutare e da civilizzare, ha
formulato un “piano di rigenerazione” proponendo il metodo
“salvare l’Africa con l’Africa”, secondo cui il soggetto della
promozione sono gli africani stessi. In ciò è stato
precursore, evangelizzatore, profeta, pioniere, gigante
missionario, liberatore, sacerdote e vescovo e, specialmente,
amico dell’Africa. L’esposizione, a partire dai frutti di tale
amicizia, racconta la sua storia, evidenziandone le origini,
gli incontri significativi, le difficoltà e gli esiti
maturati.
INTRODUZIONE
«Precursore, evangelizzatore,
profeta, pioniere, gigante missionario, promotore, liberatore,
sacerdote e vescovo dal cuore magnanimo che sa perdonare, e
specialmente amico dell' Africa, per la quale non esita a
sacrificare tutto: così io vedo Daniele Comboni. Nella sua
epoca molte persone in Europa parlavano dell'Africa come
oggetto di esplorazione, di occupazione, di spartizione o di
dominio. Altre sognavano l'Africa da aiutare e da civilizzare.
L'Africa era vista come oggetto, non come soggetto.
Sull'Africa Comboni pensa e dice cose diverse da quelle che la
gente era abituata ad ascoltare. Comboni va molto avanti e
pensa all'africano del futuro come insegnante, prete, suora,
artigiano e laureato. Comboni faceva di tutto per persuadere
l'Europa a credere nell'Africa. E d'altra parte esortava gli
africani a prendere in mano il loro futuro ... ».(Il card.
Arinze, nigeriano, ponente della causa di canonizzazione di
Daniele Comboni)
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